Sezione di Genova
Storia della Sezione di Genova
Per la storia generale del CNGEI a Genova vi rimandiamo alla pagina dedicata: https://genova.cngei.it/storia/
Comunque estrapolando una parte di cui sopra possiamo dire che:
All'inizio i Gruppi, erano così distribuiti sul territorio: Genova 1 nel centro storico, Genova 2 zona Principe, Genova 3 zona Marassi, Genova 4 zona Albaro, Genova 5 Sestri Ponente, Genova 6 Val Bisagno, Genova 7 Centro Città, Genova 8 Quinto-Nervi; esisteva inoltre un reparto di scout marini (ora chiamati nautici) che avevano sede alla Foce e disponevano, sulla vicina spiaggia di Punta Vagno, di 6 scialuppe donate dalla Marina Militare.
La parte che segue è raccontata da Agostino Volta.
E quindi c'erano i RECI (Ragazzi Esploratori Cattolici Italiani) al Chiostro delle Vigne e i REI (Ragazzi Esploratori Italiani) che erano in Sant'Agostino in una chiesa sconsacrata che poi di fatto passano nel GEI. Una delle prime sedi che il comune ha concesso era addirittura la palestra di via Bertani. dove ultimamente vi era il centro sociale Buridda, ora sgomberato
E avevano la sede di commissariato di fronte all'ingresso di Palazzo Tursi nel palazzo delle Torrette, la sede dove ci si andava a iscrivere a quei tempi.
Parliamo del 1914/15. Dopo, al comune evidentemente serviva quel locale, e la sede è stata trasferita lì vicino in vico Brignole.
E lì sono rimasti fino allo scioglimento del 1927, quando il fascismo ha messo fuori legge gli scout. In quell'occasione tutti gli archivi e documenti della sezione, bandiere e materiali, vennero consegnate in comune il quale affidò le bandiere dei GEI al museo del Risorgimento in via Lomellini. Il destino ha voluto che, scoppiando la guerra per metterlo in sicurezza una parte di questo materiale venne trasferito da via Lomellini nei sotterranei della chiesa di di San Silvestro nella zona dove c'è attualmente la facoltà di architettura dell'università di Genova.
Però un grosso bombardamento subito dal quartiere di Sarzano ha distrutto gli archivi del CNGEI custoditi nei sotterranei della chiesa. Di questi fatti esiste una lettera dell'assessore delle Belle Arti del comune che dice che purtroppo le casse sono andate perdute.
Nel dopoguerra sono state fatte una serie di domande al Comune di Genova per avere una sede.
Tutte le domande non hanno mai avuto una risposta.
Abbiamo avuto sedi veramente posticce, addirittura. Per esempio una sede era in salita del Priore nella bottega di un falegname, il quale aveva concesso un pezzo della falegnameria sul fondo, per fare le riunioni. Poi da lì si è passati in piazza del Ferro in una ex portineria e poi si saltava da una parte all'altra.
Le sedi che hanno avuto un po' più di dignità sono state quelle verso gli anni cinquanta avanzati, come la sede di piazza Soziglia, dove io quando sono stato per la prima volta, per me era una cosa era un appartamento con addirittura un telefono modernissimo. Il commissario era Guido Cafiero.
Poi, dopo l'ennesima crisi della sezione si va a quando noi ricominciamo a Borgoratti. Eravamo una piccola realtà, una piccola realtà isolata. E comunque abbiamo resistito perché a volte penso semplicemente che quello che abbiamo fatto, nel bene o nel male, è servito per tenere un filo conduttore per chi veniva dopo.
Difatti abbiamo avuto la fortuna, per esempio, che venne ad abitare e a lavorare a Genova il famoso Claudio Aicardi che era del GEI di La Spezia. Lui è un abile funzionario di banca e ci ha dato il coraggio di schiodarci da dove eravamo, essndo noi concentrati praticamente nella valle Sturla.
Avevo fatto nascere Genova 4 però eravamo sempre in questa zona. In sostanza il commissariato era in via Cadighiara, dove c'era una stanza dedicata alla sezione. Ma eravamo isolati in questo angolo di levante, poi Aicardi ci ha dato coraggio di prendere diverse iniziative, per esempio abbiamo preso una sede in via Giordano Bruno per mettere le basi di un altro gruppo. E poi ricordiamo la sede di commissariato in piazza Fontana Marose e con tanto di negozietto per vendere le prime uniformi. In piazza Fontane Marose abbiamo avuto due sedi, prima una grossa con il salone, poi una che era più piccola, ma era carina, in fondo a Santa Caterina.
Poi siamo andati anche in via Serra, e anche lì abbiamo cambiato due sedi.
Poi da via Serra c'è un altro salto. A un certo punto è subentrato Francesco Gentile, e anche lui che sapeva il fatto suo con i rapporti diplomatici. E abbiamo preso la sede in via Edilio Raggio, un altro bell'appartamento che costava anche caro, però c'era un Francesco Gentile che riusciva a raccimolare fondi attraverso le sue amicizie.
Diventando io presidente poi lì abbiamo fatto un salto che sono felice di aver fatto, è quando ho deciso di non spendere più quei soldi (ottocento mila lire al mese), di cui una parte venivano donati dal Lions Club; a un certo punto anche loro si stufarono di donarli. E allora grazie a degli amici che avevamo siamo andati in salita del Colle da piazza Dante, che è una zona centralissima pagando un affitto veramente modesto come associazione, una sede che esiste ancora adesso, utilizzata dall'ottavo gruppo.
Adesso il commissariato di sezione è in corso Europa.